domenica 8 settembre 2013

La rosa sepolta




Dove ricercheremo noi le corone di fiori
Le musiche dei violini e le fiaccole delle sere

Dove saranno gli ori delle pupille
Le tenebre, le voci - quando traverso il pianto

Discenderanno i cavalieri di grigi mantelli
Sui prati senza colore, accennando. E di noi

Dietro quel trotto senza suono per le valli
D'esilio irrevocabili, seguiranno le immagini.

Ma il più distrutto destino è libertà.
Odora eterna la rosa sepolta.

Dove splendeva la nostra fedele letizia
Altri ritroverà le corone di fiori.
 (La rosa sepolta, F. Fortini, 1944)

Il titolo del fumetto è ispirato ad una poesia di Franco Fortini, scritta quando era un giovane partigiano. Fa parte della sua prima raccolta di versi, Foglio di via, del 1946. Sono poesie nelle quali traspare l'incertezza, la violenza e il dolore di quei momenti, ma anche il senso di incipiente riscatto e riconquista della libertà sottratta dalla guerra e dal fascismo. "Ma il più distrutto destino è libertà. Odora eterna la rosa sepolta." Per noi la rosa sepolta e l'umanità di Sergio, che rimane viva, seppur sepolta, anche nell'inferno nel quale è stato costretto a crescere.

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